Pensaci, Giacomino
- 7 lug 2017
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Sarei per cancellare Leopardi dai testi liceali. Sarebbe il modo migliore per riscattare il poeta di Recanati dalle anguste celle del sapere nelle quali lo abbiamo relegato. Toglierlo dai programmi ministeriali ce lo restituirebbe per quello che è, senza la farraginosa mediazione dell'insegnamento. Perché Leopardi lo si impara leggendolo e "vivendolo", in prima persona. La sua attualità diventa impressionante quando ci spostiamo alla sua più matura produzione, quando affonda la sua riflessione nelle profondità de "La Ginestra". Il "pessimismo cosmico" e la "Natura matrigna" diventano chiffons de papier, robaccia buona per i Bignami. Giacomino se la prende con sè stesso, con me, con te che leggi, con l'umanità. Se serve per far prima con un esempio ... ovvio che nel terremoto in Abruzzo ci siano stati un pochetto di crudele fato e un'inticchia di "cattiveria" della natura ... ma le responsabilità più grandi sono nel ritardo dei soccorsi, nel non aver prevenuto la sciagura con un'edilizia autenticamente sicura, nel non aver assicurato ancora un alloggio dignitoso a chi è rimasto senza casa. Oggi quei goodfellows di Radio Bella Età trasmetterano una lectio magistralis su Giacomo Leopardi, a dimostrare come quei ragazzi riescano disinvoltamente a fare la spola tra le aule universitarie ed i peggiori bar di Caracas. Ve ne raccomando la visione, se riuscite a smarcarvi un'oretta dalle fatiche dei social network. Agli schizzi delle pozzanghere di Fesbucco stasera provate a preferire il dolce naufragio nel mare de "L'Infinito". E tu pensaci, Giacomino.


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