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I forzati di Fesbucco


Chi ha in giro per casa un qualche figlio 20something sarà senz'altro della mia opinione: i ragazzi stanno sempre con il telefonino in mano. Non che i loro genitori siano così lontani da questa abitudine, ma per i giovani lo smartphone è un'autentica appendice degli arti.

Prima che mi assegniate honoris causa un Nobel per La Scoperta dell'Acqua Calda, vorrei andare più in là di questa semplice ovvia constatazione. Perché mentre papà e mamma su Facebook scaffettano e sbuongiornano a rischio spamming, i figli preferiscono usare piattaforme come Instagram, Youtube, Whattsapp. Insomma sono gli over40 i veri forzati di Fesbucco.

Il mercato della comunicazione digitale ha raggiunto dimensioni tali che lascio volentieri agli analisti economici il compito di individuare la causa di questa frattura generazionale; qui mi interessa di più provare a coglierne una preminente motivazione comportamentale.

All'ombra della Grande Effe Minuscola, il quarancinquantennista medio si relaziona spesso con chi non conosce personalmente. Ama ricevere gli auguri di compleanno da un'indistinta folla di sconosciuti, scambia likes con coetanei dalla dubbia provenienza, scuoricina tesoro/tesora con estranei. Facebook diventa quindi la piscina ideale per questi virtuali bagni sociali. I giovani hanno invece una più estesa rete di effettive relazioni ed è lì che condividono foto, video e variegati ammenicoli.

Torno allora alla considerazione iniziale per edulcorare i timori che i mezzaetà provano nel vedere i ragazzi spolliciare il telefonino. Tranquilli, i ventenni stanno comunicando con i loro amici. Alla palpitante 40enne che da mesi pensa di amoreggiare con un poeta mentre chatta con uno sgrammaticato che copiaincolla Shakespeare, all'attempato signore che strofina il mouse su un'arrugata nonnetta Sabrinaferilli fotoprofilata, suggerirei invece di rivolgere altrove certe preoccupazioni.

© RADIO BELLA ETA'

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