IV - Cartolina dalla Papuasia, l'isola senza Facebook
- 6 giu 2018
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La Papuasia è un posto senza eguali sotto il profilo naturalistico. Dovessi però nominare un animale particolarmente rappresentativo di quest'isola, indicherei senza dubbio l'uccello del paradiso. Ecco, come sapete Facebook da queste parti è stato "congelato" dal governo per alcune verifiche. Ma posso immaginare lì in Italia gli ammiccamenti e le sguaiate battute che può innescare il solo aver scritto dell'uccello del paradiso. Se poi aggiungo che la Nuova Guinea ospita ben 38 delle 42 specie di Paradisaeidae (questo il nome scientifico) l'effetto domino delle volgarità da social si moltiplicherebbe. Quasi mi pare di leggerli i commenti, da un composto "Te lo dò io l'uccello e vedrai il Paradiso" ad un più strutturato "Tiè, pijate st'uccello, apri la Divina Commedia che ti faccio leggere il Paradiso". Perché questo accade sotto la Grande Effe Minuscola, dove a volte sembra di essere su un pullman delle gite scolastiche ... all'andata canzoni sconce e al ritorno parolacce e scoregge. E purtroppo certi avvilenti scadimenti non avvengono solo sui social. Pochi giorni fa, in occasione di una partita per la raccolta di fondi per l’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, l'attrice Penelope Cruz è stata intervistata ed ha detto che vuole imparare a cucinare gli spaghetti cacio e pepe. Ora, se un'ispanica dice "cacio" è normale che possa somigliare a "cazzo" e la cosa importante è semmai che l'artista si era impegnata già dal mattino nella visita ai bambini malati e poi alla sera aveva anche ricordato la recente scomparsa di Fabrizio Frizzi. Ma nell'Italia degli uccelli del paradiso e dell'uccelin della comare eccoci a sghignazzare, dalla Gazzetta dello Sport alla Littizzetto, per il cazzo&pepe della Cruz. Quanta poraccitudine ... ed è meglio che la chiudo qui. Ciaone, che nella lingua creola papuana significa "ogni benedizione su di voi e sulle vostre discendenze"


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