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Mi hanno rotto le scatole 'sti Visigoti


"I vigili vanno bruciati vivi con la benzina...feccia". No, aspettate ... non l'ho detto io e nemmeno l'ho mai pensato. Quando trovo una multa sul parabrezza qualche imprecazione mi viene, ma la rivolgo al mondo ed al centro io. Lo sciolto anatema lo ha scritto uno su Facebook e ne ha ricavato una denuncia e un processo, che si è risolto con un'assoluzione ed un'interessante sentenza. I giudici della Corte d'Appello di Trento, nel pronunciarsi sul caso, hanno inteso graziare l'autore del post offensivo giudicando gli interventi su Facebook alla stregua di chiacchiere da bar, con tutte le esagerazioni proprie del contesto. Per i magistrati trentini il social network è "una agorà virtuale dalla memoria breve". Confesso che nel leggere la notizia sono rimasto dapprima perplesso, ma nel digerirla meglio arrivo a conclusioni non diverse. Anche chi ha una blanda frequentazione con Facebook si sarà reso conto di come si possa passare dai buongiornissimo delle 8 am alle saporite sfanculate vespertine. Pestando una keyboard o spolliciando un telefonino l'italiano medio trova nei social lo sfogatoio ideale per le sue represse e mai sopite inquietudini. Ne segue un proliferare di pubbliche gogne allestite sulle piazze telematiche, mentre improvvisate forche mediatiche vengono erette con le fake news a serrare il nodo scorsoio. La sentenza dei giudici di Trento è lì a fare giurisprudenza, perché se da una parte svuota i social network da ogni possibile contenuto di attendibilità dall'altra dà libera stura alle più sguaiate volgarità, a patto che siano rivolte ad un'intera categoria. Il rischio è che si possa estendere il concetto anche nel discorrere di una nazione, di una religione, di un colore della pelle. Mah. Staremo a vedere. Intanto vien voglia di prendere a prestito il Benigni de "La vita è bella", per dire che "Oh! E mi hanno rotto le scatole 'sti visigoti, basta eh!"

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