top of page

Vacanze a Chernobyl

  • 10 ott 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

La notizia è di questi giorni: ora è possibile visitare la sala di controllo del reattore 4 di Chernobyl. Bardati con caschi e tute protettive, sarà possibile entrare - per un massimo di 5 minuti - nel cuore della centrale che ha dato luogo al disastro nucleare più grave di sempre. In verità, l'area è già aperta da tempo ai turisti e le agenzie promettono emozionanti tour di esplorazione della centrale di Chernobyl e della vicina città-fantasma di Pripyat. Dall'incidente del 1986, un'area di circa 2600 km quadrati (se serve per capirci, più grande della provincia di Latina) è interdetta ad ogni insediamento umano: è quella che viene chiamata "Zona di Esclusione". A questo punto può rivelarsi interessante studiare cosa ne è di questo territorio abbandonato. A trentatré anni dal disastro ed in presenza ancora di valori di radioattività molto alti, flora e fauna vanno conoscendo un'insospettabile vivacità. La vegetazione va pian piano prendendo il posto dell'asfalto e del cemento mentre si moltiplicano lupi, volpi, orsi, cinghiali, cervi e bufali. Per gli studiosi, la zona sta rappresentando un laboratorio ideale per prefigurare cosa ne sarebbe della vita sul pianeta in assenza della presenza umana. Qualche naturista si sta lasciando andare addirittura a qualche entusiasmo per questa ritrovata condizione primordiale. Personalmente, eviterei invece di trattare quest'area come una gaia riserva naturale. Le specie animali vanno subendo in modo differente gli effetti delle radiazioni, ma per quasi tutte si evidenziano danni alla vista e restringimento del cervello. Pur con i dati provenienti dal Giappone dopo l'incidente di Fukushima, non abbiamo ancora una piena conoscenza delle mutazioni genetiche che intervengono in presenza di alte concentrazioni di radioattività. Al momento possediamo solo una duplice certezza: la natura è in grado di sopravvivere alla scomparsa dell'uomo, ma sul pianeta abbiamo lasciato una "firma" che durerà per un sacco di tempo. Se tra 100mila anni qualcuno verrà a fare una vacanza a Chernobyl vi troverà ancora un po' dell'uranio che ci abbiamo lasciato.

 
 
 

Commenti


© RADIO BELLA ETA'

è una testata giornalistica di informazione e intrattenimento

(registraz. Trib. di Roma n. 45/2016 del 9 marzo 2016)

Tutti i diritti sono riservati.

L'utilizzo dei nostri contenuti senza autorizzazione è punibile legalmente secondo le vigenti disposizioni sui diritti d'autore.

Per contattarci: radiobellaeta@gmail.com

Cerca per tag
Seguici
  • Facebook Basic Square

© 2023 by LIVE MUSIC PRO. Proudly created with Wix.com

  • w-facebook
  • Twitter Clean
  • White Instagram Icon
  • White YouTube Icon
bottom of page